L'ultima mostra di papà io non me la ricordo. Sono passati più di venti anni e non credo avessi capito cosa e come andava a fare.
Era una mostra contro. Contro il nucleare, per la precisione. Chernobyl aveva aveva scosso le coscienze di tutti, in particolar modo di chi non era mai stato troppo vicino all'idea di produrre energia attraverso l'atomo.
Questa volta quando gli ho chiesto di pensare al titolo della sua mostra mi son sentita rispondere che non sarebbe stato contro qualcosa ma per qualcosa. L'ho molto gradito.
Sono stata sopresa però quando mi ha detto che la voleva per la vita. In che senso?
Lui mi ha scritto che la pittura non assolve a tutti i suoi compiti se non è intimamente legata all'evolversi della persona in un rigore intimo che non ammette tentennamenti.
In questo senso è per la vita. Un per sempre.
Ma è anche a favore della vita e delle sue molteplici forme. "La vita è un affascinante e irripetibile occasione".
martedì 30 agosto 2011
lunedì 29 agosto 2011
La vita in tele
Lo scorso ottobre io e mia moglie siamo partiti per un viaggio che abbiamo atteso moltissimo. La Terra Santa.
Nazareth, Gerusalemme e quel concentrato di culture in Israele mi hanno emozionato tantissimo. Naturale che al ritorno io abbia avvertito il desiderio di riportare quei colori sulla tela e di ricreare materialmente alcuni luoghi che mi sono rimasti negli occhi.
I lavori nuovi che ne sono nati hanno i colori caldi tipici delle terre baciate dal sole, mattoni a non finire, mura solide e una leggera malinconia.
Nazareth, Gerusalemme e quel concentrato di culture in Israele mi hanno emozionato tantissimo. Naturale che al ritorno io abbia avvertito il desiderio di riportare quei colori sulla tela e di ricreare materialmente alcuni luoghi che mi sono rimasti negli occhi.
I lavori nuovi che ne sono nati hanno i colori caldi tipici delle terre baciate dal sole, mattoni a non finire, mura solide e una leggera malinconia.
giovedì 4 agosto 2011
Dietro il velo
Papà è al lavoro. Ogni volta che passo da loro ha una nuova tela da mostrarmi.
Sono quadri pieni di colore, di solito, e molto diversi rispetto al passato. Destrutturati, li definirei. Tanto in passato si serviva di forme geometriche tanto ora lascia che il colore trovi una sua forma, gli indichi il disegno dietro la casualità.
Sono quadri pieni di colore, di solito, e molto diversi rispetto al passato. Destrutturati, li definirei. Tanto in passato si serviva di forme geometriche tanto ora lascia che il colore trovi una sua forma, gli indichi il disegno dietro la casualità.
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